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I Rom a Nola: la soluzione fascista.

mario

Erano tutti buoni cristiani quelli che hanno deciso ed eseguito l’ennesimo esodo forzato di persone di etnìe considerate “di basso profilo”.
Una vigilessa è “svenuta”, un carabiniere si è “sentito male”, alla vista del Lager in cui erano costretti a vivere queste persone.
Si, disperati, affamati, senza elettricità, senza alcun diritto di esistere, apolidi, spesso nati in italia, quindi italiani, ma costretti a non sentirsi tali, perchè qui e là i sindaci fascisti, per questioni elettorali, debbono mostrare il pugno duro contro qualcuno.
Così la colpa non ricade sulle amministrazioni, che non mettono in pratica le leggi che impongono di avere delle aree attrezzate, ed il massimo dell’aiuto che riescono a dare a quei disperati, che tentavano di sopravvivere con la raccolta differenziata di carta e cartoni, è arrestarli.
Ovviamente la cosa va fatta contro i deboli, “il diverso”, quindi contro Rom, immigrati e “culattoni” (per dirla alla Gentilini) cercando di salvare la faccia e dargli una parvenza umana, “rifocillando” qualche bambino alla mensa dei poveri dopo aver arrestato i padri.
L’articolo di bibbì sul Nolano è ovviamente di stampo fascista (sarà il/la solita ragazzotto/a di Nola o del nolano, che sta facendo pratica a spese dell’informazione, più attento alla grammatica che alla veridicità delle cose che scrive, che spesso ricicla da altre fonti), così non dimentica di sottolineare demagogicamente che “probabilmente” li vivevano i “bambini ladri ed accattoni” che si incontrano per le strade di Nola, mettendo in pace la coscienza di tutti i “buoni cristiani”, che ogni giorno, attraverso queste azioni ignobili “ricrocifiggono” Cristo 10, 100,1000,10000000 di volte.
Tutto questo sembra oramai normale. Arrestati per furto di corrente elettrica.
Ma ci siamo chiesti perchè un insediamento con 53 persone non possedeva la corrente elettrica? Chi l’ha negata e perchè?

NOLA – IL LAGER Quello in cui per mesi hanno vissuto 53 persone di etnia rom (10 uomini, 18 donne e 25 tra bambini e ragazzi), era un vero e proprio lager. Così lo ha definito chi ci è entrato.
Uno spicchio di terzo mondo in città, che è stato ora completamente murato e quindi chiuso ad occupazioni di altri disperati.
I Rom che vi si erano accampati vivevano tra i topi e la sporcizia.

Quando carabinieri e polizia municipale di Nola e Cicciano hanno fatto irruzione all’alba di ieri, due vigilesse sono svenute per il fetore, ed un carabiniere si è sentito male.

Venticinque bambini erano costretti a vivere lì da chissà quanto.

ARRESTI E DENUNCE I dieci adulti della baraccopoli sgomberata sono stati arrestati per furto aggravato di corrente elettrica. Saranno processati per direttissima. Le 18 donne sono state denunciate insieme agli uomini per danneggiamento ed occupazione abusiva. Venti bambini hanno meno di 10 anni, 5 sono ragazzini. Gli arrestati sono nove rumeni ed un tunisino tra i 20 ed i 54 anni. Le indagini proseguono per sfruttamento di minori. I bambini sono stati affidati alle mamme e trasferiti presso parenti in Provincia di Napoli.

STRAGE SCAMPATA I Rom avevano manomesso i contatori del casolare delle Fs, i cavi erano scoperti e pericolosissimi. Il riscaldamento avveniva con stufe a gas. Sarebbe bastata una scintilla, una distrazione, per far scoppiare l’intero casolare.

ACCATTONI Chissà quante volte abbiamo incrociato i visi dei bambini che ieri sono stati portati via da quel lager e coccolati da carabinieri e vigili urbani e rifocillati dalla Caritas. Erano impiegati come accattoni. Vicino al Duomo di Nola, vicino al casello autostradale nel week end. I più grandi erano borseggiatori, i più piccoli “usati” per elemosinare. Gli uomini invece lavoravano nella raccolta abusiva di rifiuti, come dimostra il furgoncino ritrovato poco distante dal casolare.

NOLA – Sono stati tutti convalidati gli arresti dei 10 stranieri (9 romeni ed 1 tunisino) che ieri sono finiti in manette dopo lo sgombero del casolare delle Fs di via Polveriera. L’accusa a carico dei 10 era di furto aggravato di energia elettrica. Il giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Nola ha convalidato gli arresti e disposto la misura cautelare dell’obbligo di firma.

Il blitz dei carabinieri della Compagnia di Nola, diretta dal capitano Massari, e dei vigili urbani di Nola e Cicciano, agli ordini dai comandanti Lanzaro e Maiello, è scattato all’alba di ieri.

Nel casolare delle Ferrovie dello Stato, in via Polveriera, vivevano tra topi ed immondizia, in condizioni igieniche da terzo mondo, 53 persone: i 10 uomini arrestati, 18 donne (denunciate insieme agli uomini per danneggiamento ed occupazione abusiva), 25 bambini (20 con meno di dieci anni). I bimbi, affidati alle madri, dopo essere stati rifocillati presso la Mensa fraterna di Nola, sono stati mandati presso i rispettivi nuclei familiari in provincia di Napoli.
[il nolano]

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Categorie:nola, politica a nola
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